Banda Rulli Frulli, musica per l'integrazione

A Finale Emilia (Modena) persone di età diverse e con abilità diverse suonano insieme usando materiale di recupero per costruire gli strumenti. Intervista al creatore del progetto Federico Alberghini
di Mirko Melandri
MODENA - A Finale Emilia c'è un progetto di musica d'insieme che coinvolge persone di età diverse e con abilità diverse, che suonano usando materiali di recupero per costruire gli strumenti. È la Banda Rulli Frulli. Intervista a Federico Alberghini, inventore della banda nonché presidente della Fondazione Rulli Frulli.
Come e quando nasce l'idea della Banda?
"L'idea nasce nel 2009. Volevo creare un progetto musicale d'insieme che coinvolgesse persone di età diverse e con abilità diverse, usando materiale di recupero per costruire gli strumenti. Essendo batterista, all'inizio pensavo soprattutto a tamburi e percussioni perché era il mio mondo, e da lì ho voluto partire".
Perché quel nome?
"È nato quasi per caso, durante una lezione con un mio allievo di sei anni. Avevo in testa da tempo la parola 'Rulli', come il rullo di tamburi, e gliene avevo parlato. La lezione dopo è arrivato lui con 'Rulli Frulli', e ho capito subito che era perfetto".
Chi sono i protagonisti della banda?
"Ragazzi e ragazze dagli 11 ai 35 anni, con storie e abilità diverse. Partecipano insieme persone con disabilità e persone normodotate, accomunate dalla voglia di fare musica in modo diverso dal solito e di stare insieme come gruppo".
Come sono costruiti gli strumenti?
"Li costruiamo noi, partendo da materiale di scarto. Durante il Laboratorio Costruzione i ragazzi cercano i materiali, li sperimentano, ascoltano come suonano e capiscono come trasformarli in strumenti veri e propri. C'è una bella componente di ricerca sonora, ma anche tanto lavoro creativo e manuale ed è una delle parti che i ragazzi amano di più".
Quali traguardi avete raggiunto?
"Abbiamo avuto la fortuna di vivere esperienze che non avrei mai immaginato all'inizio. Siamo stati ospiti di Mika nel suo programma su Rai 2, abbiamo suonato più volte per Papa Francesco, al Primo Maggio a Roma, a Matera, Capitale della cultura, alla Festa di Radio3, al TedX e a tanti altri eventi importanti. Ognuno di questi momenti ci ha dato qualcosa come visibilità ma soprattutto la possibilità di raccontare il nostro progetto a un pubblico sempre più grande e di crescere come gruppo".
Gli obiettivi centrati quali sono?
"Abbiamo creato una Fondazione che raccoglie tutti i progetti nati dall'esperienza della Banda Rulli Frulli e consolida la nostra metodologia. Negli anni abbiamo dato vita a tante iniziative, dentro e fuori dal nostro territorio, rivolte a ragazzi e giovani adulti di ogni provenienza, con particolare attenzione a chi vive situazioni di fragilità. L'idea è di espanderci oltre la musica, verso l'artigianato e la ristorazione, cercando di offrire anche concrete opportunità di inserimento lavorativo e socio-occupazionale".
È terapeutico per i ragazzi suonare insieme?
"Assolutamente sì. Suonare insieme sviluppa competenze molto diverse quali la coordinazione, l'ascolto, la capacità di stare in gruppo. Ma non è solo la musica in sé che ci accomuna ma tutto quello che ci sta intorno. La trasferta, l'attesa dietro le quinte prima di un concerto, la condivisione di quei momenti sono esperienze che creano legami forti e insegnano tanto. Ogni ragazzo porta con sé qualcosa di unico e la Banda cresce proprio grazie a questa diversità".
Cosa danno i ragazzi ai loro responsabili?
"Tantissimo. Noi li vediamo crescere, affrontare le loro difficoltà e superarle. È un privilegio che a volte è difficile da mettere in parole ma chi lavora con loro sa esattamente di cosa parlo".
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