Nuovo Fondo regionale caregiver: la volontà di sostenere i familiari
Come? Con un Programma della Regione Emilia-Romagna per utilizzare al meglio le risorse. Quattro gli obiettivi: intercettare i caregiver “invisibili”, migliorare la rete di sostegno, garantire servizi e interventi minimi, facilitare i servizi territoriali nell'accompagnamento e supporto
di Michela Trigari
BOLOGNA - Intercettare i caregiver familiari “invisibili” (tra cui anche quelli delle persone con gravi problemi di salute mentale), migliorare la rete di sostegno, garantire servizi e interventi minimi nei loro confronti, facilitare i servizi sociali, sanitari e sociosanitari nel loro ruolo di accompagnamento e supporto. Sono gli obiettivi contenuti nel Programma per l’utilizzo delle risorse del nuovo Fondo regionale caregiverdella Regione Emilia-Romagna approvato con delibera n. 2058/2025.
In concreto, il programma regionale vuole agire nei seguenti ambiti :
informazione e orientamento, garantendo la presenza sul terriorio di servizi locali capaci di accogliere i caregiver, fornire prime risposte e accompagnarli nell’accesso ai servizi disponibili;
riconoscimento del loro ruolo, uniformando le procedure di identificazione attraverso l’autocertificazione e gli strumenti digitali, affinché il caregiver possa essere ben visibile in tutti i contesti assistenziali;
sostegno psicologico e sociale, offrendo supporto individuale e di gruppo, favorendo percorsi di auto-mutuo aiuto e di prevenzione del rischio di burnout;
mitigazione del rischio di isolamento sociale al fine di consentire l'identificazione precoce di situazioni di solitudine e vulnerabilità e facilitare l'attivazione di interventi mirati;
continuità assistenziale, riconoscendo il caregiver come figura centrale nella transizione delle cure (ospedale-territorio, territorio-ospedale, territorio-territorio) e come parte attiva, consapevole ed informata del processo (es. dimissioni protette, variazione setting assistenziale o degli obiettivi di vita e di cura, ecc.);
servizi domiciliari e di sollievo, sia programmate che in emergenza, comprese soluzioni temporanee semiresidenziali per garantire pause necessarie ai caregiver;
progetti di tutela della salute e di promozione del benessere psico-fisico del caregiver per sostenerne il progressivo miglioramento delle sue condizioni di vita;
conciliazione vita-lavoro, promuovendo iniziative che sostengano i caregiver occupati, anche attraverso l’interlocuzione con organizzazioni sindacali e imprese;
giovani caregiver, promuovendo iniziative di sensibilizzazione e attivando collaborazioni con scuole e università per sostenerli nel conciliare studio e cura;
rete di prossimità, potenziando i servizi territoriali e i progetti di comunità, valorizzando le collaborazioni con il terzo settore e il numero 116117, così da individuare e offrire punti di riferimento vicini per il caregiver e la persona assistita;
formazione, sia fornendo elementi di orientamento rispetto a servizi, prestazioni e opportunità, sia relativamente ad attività della vita quotidiana, autogestione, empowerment e consapevolezza di ruolo.
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