Un progetto di prevenzione ed intercettazione precoce realizzato dalla AUSL di Modena che vede attività di sensibilizzazione e consulenza psicologica per genitori, insegnanti, operatori socio-sanitari ed educatori
di Mirko Melandri
MODENA - Alla Ausl di Modena è attivo Ri-So, un progetto per prevenire e intercettare il ritiro sociale per i ragazzi dagli 11 ai 19 anni. Si tratta di un'iniziativa proposta dalla U.O. Centro adolescenza del servizio di Psicologia clinica e di comunità ed è promosso dal Tavolo della prevenzione della Azienda Usl.
Abbiamo chiesto a Rossella Benedicenti, psicologa e psicoterapeuta dello U.O. Centro Adolescenza dell'Ausl Modena di descriverci il progetto.
Quando nasce l'idea di costituire il Progetto Riso?
"Nell'anno scolastico 2020/2021, l'alternanza tra didattica a distanza e in aula ha evidenziato un aumento del fenomeno dei ragazzi socialmente ritirati, ragazzi cioè che riducono il loro investimento rispetto ad attività didattiche e ricreative, rischiando così un progressivo impoverimento dei contatti sociali scolastici ed extrascolastici. Per alcuni di loro la socialità tende a trasferirsi on-line, grazie all'utilizzo di social media e/o dei videogiochi. Ad un incremento dell’attività sul web tende ad associarsi anche un cambiamento nel ritmo sonno-veglia. Se i ragazzi restano svegli di notte dormono durante il giorno e anche i rapporti con i loro familiari si complicano. Per comprendere meglio il fenomeno e per poter intervenire in modo preventivo su situazioni connesse al ritiro sociale, la Ausl di Modena, in accordo con l' Ufficio VIII – Ambito Territoriale di Modena- Ufficio Scolastico Regione Emilia Romagna, ha promosso il Progetto Ri.-So".
In cosa consiste? Quali sono gli obiettivi?
"Il Progetto Ri.So. si rivolge alla fascia di età tra 11 e 19 anni e lavora in rete con le scuole secondarie di primo e secondo grado, con i servizi sanitari e sociali dei Distretti sociosanitari della Provincia di Modena. Il progetto è attivato dalla U.O. Centro Adolescenza che appartiene al Servizio di psicologia clinica e di Comunità - Dipartimento dell'integrazione della Ausl di Modena. L'iniziativa ha l'obiettivo di intercettare precocemente le situazioni potenzialmente critiche di ritiro sociale e sostenerne la riemersione.
Grazie ad interventi di sensibilizzare rivolti a diversi attori scolastici, educativi, sanitari e sociali ha costituito negli anni una rete capace di rilevare il fenomeno ed impostare percorsi adatti alle singole situazioni. Per sostenere ed implementare il lavoro di rete L'equipe organizza e convoca incontri distrettuali tra Scuola, Ente Locale e Servizio Sanitario finalizzati a facilitare le prassi di intervento per la intercettazione precoce e il trattamento tempestivo del ritiro sociale.
L'equipe Ri.So. inoltre offre spazi di consulenza rivolti ad operatori (socio-sanitari ed educativi, ma anche ad insegnanti e psicologi degli sportelli scolastici) e famiglie. Le consulenze diventano uno strumento di intervento efficace per sostenere la riemersione dal ritiro".
Quante persone vengono aiutate tramite il progetto?
"Nell'anno 2025 sono state richieste 136 nuove consulenze (operatori e famiglie).
Sono state 38 le nuove famiglie ad essere seguite in modo continuativo dal progetto, dato che deve essere sommato con le famiglie già in carico dal 2024.
Non ci ad oggi possibile stimare efficacemente il sommerso, cioè tutte quelle situazioni che ad oggi non sono arrivate all'attenzione del progetto".
Quali sono i traguardi più importanti ottenuti?
"La costituzione di reti di lavoro distrettuali, l'alta adesione al lavoro di rete di Scuola, Ente Locale, Servizio Sanitario e Servizi Sociali, il flusso costante di richieste di consulenza. Il bisogno c'è ma esiste una risposta al fenomeno con l'adesione spontanea delle famiglie ai percorsi di consulenza, l'efficacia dei percorsi di sensibilizzazione sul tema, svolti nel corso degli anni".
Per informazioni e per contattare l'equipe: www.ausl.mo.it/promozione-della-salute/ritiro-sociale/