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Non solo sostanze, alcol o fumo: le nuove dipendenze riguardano digitale e gioco d’azzardo

Non solo sostanze, alcol o fumo: le nuove dipendenze riguardano digitale e gioco d’azzardo

Dalla Conferenza regionale sulle dipendenze la necessità di nuovi percorsi sperimentali, più sinergia tra i servizi sanitari, le scuole e le famiglie e maggiore integrazione tra SerDP, Centri di salute mentale e Neuropsichiatria dell'infanzia e adolescenza

a cura della redazione

BOLOGNA - Non solo droghe, alcol e fumo. Le nuove dipendenze oggi si chiamano anche gioco d’azzardo, gaming disorder e internet addicted. Un universo complesso e variegato, in larga parte ancora da conoscere e decifrare, che riguarda decine di migliaia di adulti e giovani. Il punto della situazione e le strategie future di intervento sono stati al centro della Conferenza regionale sulle dipendenze, che si è svolta  a Bologna a fine gennaio 2026. L’appuntamento, aperto dall’assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi, e dall’assessora al Welfare, Isabella Conti, ha rappresentato un momento strategico in vista della costruzione del futuro Piano regionale per le Dipendenze. L’incontro ha visto riuniti centinaia di operatori sanitari, sociali e del Terzo settore.

La carta d’identità parla di 26.396 persone seguite dai SerDP (Servizi per le Dipendenze patologiche) in Emilia-Romagna nel 2024: il 56%, per dipendenze da droghe, dove si registra un forte aumento del consumo di cocaina e crack e un calo di eroina e cannabinoidi. In crescita anche gli assistiti per alcol: 9.516, il 36% del totale, seguiti a distanza da quelli per gioco d’azzardo (1.256, il 5%) e tabacco (927 persone, il 3%).

Ma la novità riguarda il gaming disorder e la dipendenza da digitale e online: un fenomeno ancora poco esplorato e che sta cominciando a consolidarsi anche in letteratura scientifica. Il numero delle famiglie che per questo tipo di problematiche si rivolge ai Centri di salute mentale delle Ausl è infatti in netto aumento, nonostante la difficoltà delle diagnosi e la frammentazione dei percorsi di presa in carico. Per questo, la Regione Emilia-Romagna lavorerà a nuovi percorsi sperimentali con l’obiettivo di una maggiore prevenzione, un’intercettazione precoce nei contesti educativi e di cura e una maggiore sinergia tra i servizi sanitari, le scuole e le famiglie stesse. A lungo infatti, nelle sessioni e nei gruppi, si è parlato di complessità di cura nel caso di doppia diagnosi e comorbilità e di necessità di più integrazione e confronto tra i Servizi per le Dipendenze patologiche, i Centri di salute mentale e le Neuropsichiatria dell'infanzia e adolescenza. A conclusione dei lavori, l'annuncio della prossima Conferenza regionale sulle dipendenze in programma il 28 febbraio 2027.

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