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Overlimits, 30 anni di basket per tutti grazie a Marco Calamai

Overlimits, 30 anni di basket per tutti grazie a Marco Calamai

Un progetto che l’ex cestista ed allenatore di serie A ha avviato in tutta Italia a partire da Bologna e Milano per arrivare a Pavia, Treviso, Reggio Emilia, San Secondo Parmense e Piacenza, con più di 1.000 ragazzi con disagio psichico

di Mirko Melandri

BOLOGNA - Trent'anni e non sentirli. Un traguardo importante conquistato dalla pallacanestro inclusiva di Marco Calamai, ex cestista ed ex coach di basket ad alti livelli fino ad aver guidato la Fortitudo Bologna. Nel 1995 il tecnico si è messo in gioco aderendo a un progetto di inclusione attraverso la pallacanestro. «Avevo voglia di cominciare qualcosa di diverso – afferma –, ma mai avrei pensato di lavorare con ragazzi con disabilità psichica. Non mi ero mai interessato a questo campo».

Calamai prosegue: «Ho iniziato grazie alla Fip del presidente Gianni Petrucci e collaborando con Claudio Cantù, rappresentante del coordinamento Sport Handicap. Poi Cantù mi chiese di sviluppare il progetto a Bologna. Ho iniziato a lavorare con giovani adulti, e nel 1998 anche con i minori. La mia idea era quella di insegnare sia a persone normodotate che con disabilità e all’epoca ciò rappresentava una grande novità», spiega Calamai. Ora è un metodo, che trova espressione nel progetto Overlimits.

«Ognuno di noi ha bisogno di un compagno più bravo che lo guidi. L'allenatore è al centro del progetto e non esiste la figura dello psicoterapeuta. Il basket inclusivo si basa su tre concetti: il piacere del gioco, sapere che questi ragazzi hanno delle qualità e lavorare su quelle, essere coscienti che il passaggio della palla da un compagno all'altro non è una cosa facile perché questi ragazzi sono chiusi in se stessi e lo scambio della palla rappresenta l'inizio di un dialogo».

L'iniziativa, pian piano, si è ingrandita: «Ora ci sono 30 centri in Italia a partire da Bologna e Milano per arrivare a Pavia, Treviso, Reggio Emilia, San Secondo Parmense e Piacenza con più di 1.000 ragazzi con e senza disagio psichico che collaborano tra loro». Il risultato? «Le persone con difficoltà migliorano». Per esempio, «al Torneo degli oratori, con un quintetto composto da tre ragazzi normodotati e due con disabilità, siamo arrivati per cinque volte di fila secondi sia a livello regionale che nazionale».

Nel 2012 Calamai ha ricevuto il riconoscimento di Cavaliere all'Ordine della Repubblica da Giorgio Napolitano. Inoltre ha scritto il libro “Uno sguardo verso l'alto. Un progetto di pallacanestro sperimentale con ragazzi disabili”. Progetto da cui il coach ha ricevuto tanto: «I ragazzi con disabilità sono molto trasparenti; quando ti dicono “ti voglio bene” il messaggio è sincero, non regna l'ipocrisia. È chiaro che devi metterti in gioco: entri in campo con loro, e anche se hai fatto l'allenatore professionista ti devi spogliare del tuo sapere dogmatico, scoprire il concetto di attesa e ascoltare il messaggio che ti rimandano indietro. A livello umano e personale è sempre molto arricchente».

Per quanto riguarda gli allenamenti, a Bologna bisogna rivolgersi alla sezione Overlimits della Fortitudo, che si allena il martedì a San Lazzaro, il mercoledì nella sede della Fortitudo (con tre gruppi per un totale di 50 ragazzi) e il venerdì alla Polisportiva Lame.

 

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