Scritto il .

I servizi di bassa soglia tra marginalità sociale, dipendenze e salute mentale

I servizi di bassa soglia tra marginalità sociale, dipendenze e salute mentale

Comorbilità e prossimità sul territorio: intervista a Marco Battini, coordinatore regionale delle Unita di strada e strutture drop-in in Emilia-Romagna

 a cura della redazione

BOLOGNA – Marginalità, povertà, disuguaglianza ed esclusione sociale sono tra i principali fattori di rischio che influenzano lo sviluppo e l'aggravamento dei disturbi mentali. Lo dice l'Organizzazione mondiale della Sanità. Questo tema è stato anche al centro della visita di scambio, ad aprile 2025, tra una delegazione di Bordeaux e il Dipartimento di Salute Mentale dell’Ausl di Bologna. La delegazione ha visitato il Servizio per le Dipendenze patologiche, l’unità mobile e un’unità di strada, un dormitorio, il Centro per l'impiego, il collocamento mirato, alcune cooperative sociali e il Progetto IESA per l’abitare supportato di utenti psichiatrici all’interno di famiglie ospitanti.

Parliamo quindi di disagio psicologico e di fragilità relazionale, dipendenze, precarietà economica, ovvero di comorbilità tra marginalità sociale e salute mentale. E parliamo di cosa fanno le Aziende Usl, i servizi sociali comunali e il Terzo settore per la popolazione vulnerabile. In Emilia-Romagna - dove esiste una forte integrazione fra i servizi sanitari e quelli sociali, con équipe multidisciplinari composte da medici, psicologi, assistenti sociali, educatori, infermieri, assistenti sanitari, a differenza del sistema francese fortemente ospedale-centrico - si cerca di intercettare questo disagio attraverso i servizi di bassa soglia e di prossimità, progettati per rispondere ai bisogni primari e urgenti offrendo accoglienza, sostegno e orientamento. Sull’argomento abbiamo intervistato Marco Battini, coordinatore regionale delle Unita di strada e drop-in.

Esiste una correlazione tra marginalità sociale e salute mentale?
“La correlazione tra marginalità sociale e salute mentale è ben documentata in letteratura scientifica e sociologica. Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità, i determinanti sociali della salute mentale (tra cui povertà, disuguaglianza ed esclusione sociale) sono tra i principali fattori che influenzano la prevalenza dei disturbi psichiatrici. Dalle osservazioni dei professionisti dei servizi di prossimità emerge chiaramente che chi vive in condizioni di marginalità è più esposto a fattori di stress cronico (insicurezza abitativa, mancanza di reddito, violenza, ecc.), che possono causare o peggiorare disturbi come depressione, disturbi d'ansia, disturbi da stress post-traumatico. L'esclusione sociale può ridurre il senso di autoefficacia e autostima, aumentando la vulnerabilità psicologica, mentre le minori possibilità di accesso ai servizi socio-sanitari e alla continuità delle cure può determinare stati psicologici di sofferenza aumentata. Sicuramente la stigmatizzazione della povertà, dell'immigrazione, del consumo di sostanze, delle addiction e della malattia mentale stessa può peggiorare il senso di isolamento e scoraggiare la richiesta di aiuto”.

Cosa sono e come funzionano i servizi di bassa soglia?
“In Emilia-Romagna le attività a bassa soglia di accesso si configurano come prestazioni a cui le persone possono accedere liberamente, con pochi vincoli di accesso e in maniera diretta. Fanno parte di questa categoria di intervento: unità di strada, azioni di prossimità, drop-in (strutture di accoglienza diurna per persone con problemi soprattutto di dipendenza), azioni di comunità, interventi di domiciliarità e di intercettazione precoce. Agiscono soprattutto nei confronti delle persone senza dimora e in situazione di grave marginalità economico-sociale oppure in tema di prevenzione e contrasto del consumo/abuso di sostanze psicotrope. Le modalità di lavoro sono diversificate in funzione delle caratteristiche dei territori in cui operano, ma garantiscono comunque informazioni, counseling, l’integrazione tra servizi sociali e sanitari, la vicinanza alle persone e ai luoghi che frequentano (prossimità) siano essi luoghi del divertimento, dell'aggregazione giovanile, zone di consumo di sostanze illegali, luoghi del degrado”.

Che tipo di disagio intercettano e che azioni mettono in atto?
“Intercettano soprattutto la fragilità economico-sociale, di pertinenza dei Comuni, e il fenomeno del consumo di sostanze, di pertinenza delle Aziende Usl. Le attività hanno come caratteristica distintiva la funzione di prossimità, anche come porta di accesso al sistema dei servizi, e sono orientate prevalentemente verso due filoni di azioni: accesso a posti letto nei dormitori, docce pubbliche, mense e centri diurni per quanto riguarda l’emarginazione sociale, riduzione del danno e riduzione dei rischi per quello che riguarda invece le dipendenze da sostanze e le infezioni sessualmente trasmissibili”.

Foto di Alessandro Borsari

 

 

 

Parliamone Insieme
il sito della Consulta regionale per la Salute Mentale dell’Emilia-Romagna


Associazione Arte  e Salute APS
Via de’ Griffoni 4
40123 Bologna
P.iva e cod. fiscale 02049631209

Redazione
c/o La Casa di Tina
Via di Corticella 6
40128 Bologna
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Si ringrazia la Regione Emilia-Romagna

Privacy Policy Cookie Policy