Rivolto alla fascia 11-17 anni, si trova al Maggiore ed è dotato di sette posti letto, spazi per la musica e il relax, un’équipe di 28 professionisti, tutti neo-assunti
Fonte: Regione Emilia-Romagna
BOLOGNA - Sette posti letto dedicati a ragazze e ragazzi tra gli 11 e 17 anni che stanno attraversando un momento di forte difficoltà e fragilità, con la possibilità di essere seguiti da équipe di quasi 30 professionisti tra psicologi, neuropsichiatri, educatori e terapisti. E' il nuovo reparto di Psichiatria e Psicoterapia dell'Età evolutiva per pazienti minori inaugurato questa mattina all'ospedale Maggiore di Bologna. Il primo dedicato all'Area Vasta Emilia Centrale (Bologna, Imola e Ferrara) e il secondo del genere in regione, dopo quello analogo gestito dall'Ausl Romagna all'ospedale Infermi di Rimini.
La novità sta nella scelta di dedicare il reparto esclusivamente ai più giovani che stanno attraversando una fase particolarmente acuta legata alla propria salute mentale. Al suo interno sono previste camere singole, spazi dedicati alla musica, al relax e alla condivisione. I professionisti che lo gestiranno, tutti di nuova assunzione, coprono l'intero spettro delle competenze necessarie in questa particolare tipologia di assistenza, con l'obiettivo di rendere i ragazzi stessi protagonisti del loro percorso di cura, condividendo gli elementi del progetto, le attività diagnostiche e terapeutiche, sia individuali, sia di gruppo, cercando di alleviarne la sofferenza e ridurre al massimo il tempo di permanenza in ospedale. Si prevedono, infatti, permanenze brevi, in media di 15 giorni fino a un massimo di 45, coinvolgendo le famiglie e i caregiver.
Quello di Bologna è il primo reparto aperto dopo la delibera regionale approvata a fine 2024 per l'attivazione di reparti ospedalieri dedicati alla psicopatologia in età evolutiva. All'orizzonte previste ulteriori inaugurazioni, a partire da Parma nei primi mesi del 2026.
"Quello della salute mentale tra i più giovani è un tema che ci riguarda tutti, come istituzioni e come genitori- ha sottolineato il presidente della Regione Michele de Pascale-: i dati parlano da soli, purtroppo la percentuale di chi vive condizioni di disagio psicologico è in continuo aumento. Ecco perché è importantissimo realizzare strutture come questa dove i ragazzi possono essere seguiti da professionisti preparati e formati, in aiuto al grande lavoro che fanno già le famiglie. Come Regione- prosegue il presidente della Regione-, siamo fortemente impegnati su questo ambito: sosteniamo le aziende sanitarie con investimenti dedicati e legati ai diversi livelli di gravità che si possono presentare. Lavoriamo perché il disagio mentale non sia più un tabù, ma uno dei grandi temi di questi tempi, da affrontare insieme, senza pregiudizi".
"Dobbiamo stare molto vicini alle nostre ragazze e ragazzi, soprattutto in un periodo storico come questo in cui la loro salute emotiva è messa a dura prova da molteplici fattori- spiega Isabella Conti, assessora alle Politiche socioeducative per l’infanzia e per l’adolescenza.-. Servono politiche di assistenza a più livelli e la struttura che inauguriamo oggi rappresenta un passo in avanti importantissimo per gestire le situazioni più acute. A questo- conclude Conti- dobbiamo affiancare, grazie al lavoro dei professionisti e degli operatori sociosanitari, percorsi di reinserimento che possano permettere agli adolescenti di sviluppare la capacità di esprimere le proprie emozioni, di migliorare le loro capacità di gestione dello stress e di costruire una solida base di benessere mentale che li accompagnerà nell'età adulta".
Gli interventi della Regione Emilia-Romagna sono sviluppati su 4 livelli. Il primo prevede il potenziamento dei servizi di base di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza (territoriali e dominicali), il secondo l'implementazione di strutture semiresidenziali, il terzo lo sviluppo di strutture residenziali per minori a forte rischio di ricovero, il quarto la realizzazione di strutture ospedaliere di ricovero. Per queste situazioni più acute, la Regione ha finanziato il “Progetto regionale per l'implementazione di reparti ospedalieri di area vasta dedicati alla psicopatologia dei minori di età 0-17 anni”, a Bologna e Parma. Saranno erogate le risorse necessarie a copertura dei costi complessivi connessi all’apertura e alla messa a regime dei due reparti, per un importo massimo di 2,9 milioni per il futuro reparto di Parma (12 posti letto) e di 1,9 milioni per il reparto di Bologna.
Minori con disagio mentale: un fenomeno in aumento
In Emilia-Romagna si conferma l’aumento progressivo dei minori presi in carico dalla Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza che passano dai 59.900 circa del 2018 ai 66.110 circa del 2024, con un aumento di circa l’11% in sei anni. Anche per quanto riguarda le fasce d’età maggiormente coinvolte spiccano le quelle 11-13 anni e 14-17, con numeri che sono progressivamente aumentati nel tempo dal 2010 al 2024. I minori fra gli 11 e i 13 anni presi in carico nel 2010 erano 6.648 e sono diventati 12.672 nel 2024. Mentre i minori fra i 14 e i 17 anni nel 2010 erano 5.072 e sono diventati 14.794 nel 2024.
Dati clinici e empirici che mostrano un cambiamento sostanziale della realtà con cui i professionisti si confrontano. Le ragioni e le cause sono molte, varie e integrate. Da un lato c’è sicuramente una maggiore sensibilità e lo sviluppo di competenze specialistiche che consentono di intercettare meglio e diagnosticare più precocemente tutti i disturbi legati alla salute mentale.
Dall’altra parte la società e l’ambiente in cui ragazzi e ragazze diventano adulti sta cambiando per numerose ragioni: la digitalizzazione, il cambiamento degli spazi di condivisione e socialità, la pandemia, l’aumento dell’esposizione a eventi traumatici o di instabilità globale come la riduzione della resilienza familiare e comunitaria. Questo richiede un importante impegno di ricerca sociale e clinica sulle cause e sugli effetti ma allo stesso tempo, parallelamente una forte risposta alle sintomatologie, soprattutto urgenti. E alla presa in carico complessiva e territoriale della loro cura.