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Il buongiorno si vede dal frisbee inclusivo

Il buongiorno si vede dal frisbee inclusivo

Davide Morri, allenatore della Good Morning All Inclusive Bologna Flying Disc, tra le poche squadre al mondo composta unicamente da persone con disabilità intellettive, racconta il bello di quest'esperienza

di Simona Gotti

BOLOGNA - All'inizio dell'allenamento sono una quindicina i giocatori, la maggior parte uomini, quasi tutti seguiti dall'Unità Disabili adulti dell'Azienda Usl di Bologna. Alla fine si contano 25 persone, tra cui l'allenatore, alcuni volontari dell'Ateneo e un operatore dei servizi educativi extrascolastici del Comune. Siamo andati a seguire un allenamento della "Good Morning All Inclusive" del Bologna Flying Disc, tra le poche squadre al mondo di ultimate frisbee composta unicamente da persone con disabilità intellettive. Ci sono gioia, partecipazione intensa, grida di incitamento ("alè occhio!"), rispetto reciproco. I ritmi sono serrati, scanditi dal riscaldamento, gli esercizi, le varie fasi dell'allenamento, una mini-partitella, le riflessioni sul gioco tutti in cerchio. A volte il disco cade a terra, ma si riparte.

L'ultimate frisbee è nato in America intorno agli anni Settanta, ed è arrivato in Italia e a Bologna (oggi capitale di questo sport di squadra) a inizio anni Novanta. Non esiste l'arbitro: sono gli stessi giocatori in campo a risolvere le contese, conoscendo e applicando il regolamento. È puro spirito di gioco: è correttezza, rispetto delle regole e dell'avversario. All'aperto si gioca in 7 contro 7 in un campo lungo 100 metri e largo 37. Indoor o su sabbia (beach ultimate) si gioca in 5 contro 5, in un campo più piccolo.

"Obiettivo del gioco è fare meta. E fondamentale è il passaggio, il lancio del frisbee da giocatore a giocatore - spiega Davide Morri, professore di Scienze motorie all'Università di Bologna, tecnico del Good Morning All Inclusive e del Bologna Flyng Disc, nonché membro della nazionale -. Non si può correre con il disco in mano, quindi se si riceve un passaggio ci si deve fermare e utilizzare il piede perno per smarcarsi e passare il disco a un proprio compagno di squadra: 10 i secondi per lancio. Non esiste il contatto fisico. Tutte le volte che il disco cade per terra o esce dal campo, si cambia il possesso: chi era in attacco deve difendere e viceversa".

L'ultimate frisbee (riconosciuto dal Comitato olimpico internazionale come flying disc) è uno sport per tutti. "Ha avuto il suo boom a Bologna tra il 2010 e il 2019, soprattutto nelle scuole superiori e con squadre miste. Il progetto all inclusive, come categoria specifica, nasce invece tra il 2016 e il 2017. Si ferma con il covid, ma dopo riprende su richiesta dei ragazzi, che si erano impigriti come tutti noi, delle scuole e delle famiglie", racconta Morri. I ragazzi che avevano iniziato questo sport a scuola ora hanno 22-23 anni. Tra loro c'è anche Luca B., che è stato selezionato per prendere parte al Mondiale under 24 di flying disc che si giocherà a Logrono (in Spagna) dal 21 al 28 luglio. Una partecipazione che è già un gran bel traguardo.

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