L'espressione artistica diventa modello terapeutico grazie alll'Unità operativa di Neuropsichiatria dell'infanzia e adolescenza di Forlì. Coinvolti otto ragazzi e ragazze tra i 13 e 18 anni con vari titpi di disturbi psichici
di Mirko Melandri
FORLI' - “Mirai: non perdere il filo” non è solo una mostra itinerante di opere e disegni realizzati da adolescenti: è prima di tutto un progetto terapeutico creativo di gruppo basato sull'arte come mezzo espressivo e voluto dall'Unità operativa di Neuropsichiatria dell'infanzia e adolescenza (Uonpia) di Forlì. Dopo la prima tappa all'Oratorio di San Sebastiano, in gennaio l'esposizione sarà allestita alla Biblioteca Malatestiana a Rimini.
L'iniziativa è nata dal desiderio della direttrice dell'Unità di Neuropsichiatria infantile Mariella Allegretti di far esprimere ai ragazzi i loro bisogni e il loro sentire attraverso l'espressione artistica, per dare voce a ciascuna interiorità - nel proprio percorso di consapevolezza - utilizzando la creatività. La progettazione educativa si è basata sull’osservazione delle competenze creative di ogni partecipante che, nella relazione clinica, ha potuto esprimersi grazie ai picture books “Non perdere il filo” e “Tutto da me” del celebre illustratore americano William Wondriska e tanti altri libri utilizzati come strumenti mediatori.
Gli adolescenti che hanno aderito al progetto sono otto, tra i 13 e 18 anni, tra cui solo un ragazzo. Soffrono di disturbi alimentari, disturbi d'ansia, disturbi dell'umore, disturbi dell'adattamento, disturbi della sfera emozionale e disturbo del neurosviluppo.
“Mirai: non perdere il filo” - dice la dottoressa Allegretti - è un viaggio alla scoperta del groviglio interiore che accompagna i ragazzi e le ragazze di oggi. Un viaggio in cui si incontrano fatiche, bellezze, salite e discese. Non perdere il filo è la capacità di mantenere chiari gli obiettivi, i desideri e i sogni che navigano in ognuno di noi, partendo dal groviglio dei pensieri più profondi. Abraham Maslow, già nel 1943 nella sua opera “Teoria della motivazione umana”, sottolineava l’importanza di ascoltare i propri bisogni per arrivare alla realizzazione di se stessi: il possibile traguardo di ogni viaggiatore".
"Nel report dell'Organizzazione mondiale della Sanità Health evidence network synthesist del 2019, invece, viene sottolineata l'importanza dei benefici dell'arte sulla salute – continua Mariella Allegretti -. Il disegno, in particolare, è un potente mediatore tra noi e l'esterno, in grado di fare emergere il mondo interiore che vive in ciascuna persona". Per questo "la mostra vuole continuare a essere itinerante e la volontà è quella di riproporre il progetto creativo ad altri giovani pazienti della Neuropsichiatria infantile: un modello terapeutico di gruppo a supporto degli altri interventi terapeutici per gli adolescenti con psicopatologia.
