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"Il Dinosauro colto": la narrazione di chi ha problemi di dipendenze

"Il Dinosauro colto": la narrazione di chi ha problemi di dipendenze

Primo Pellegrini, sociologo ed educatore professionale, racconta l’esperienza del laboratorio di scrittura "Prima Pagina" dell'Unità Dipendenze Patologiche di Rimini. Spazio anche alle riflessioni di alcuni dei partecipanti

di Simona Gotti

RIMINI -"Il Dinosauro Colto" è una raccolta dei testi realizzati dai partecipanti all'ormai storico laboratorio di scrittura creativa "Prima Pagina" dell'Unità Dipendenze Patologiche di Rimini (Ausl Romagna). Il laboratorio è nato per fornire ai partecipanti strumenti e stimoli per elaborare le proprie storie personali attraverso la narrazione. La pubblicazione cartacea è una piccola tiratura artigianale distribuita nei servizi e in altri luoghi, circolando così tra operatori, utenti e cooperative, ma non solo. E c'è anche il blog https://dinosaurocolto.altervista.org.

“Ci si incontra solo una volta alla settimana, per un paio d’ore, generalmente il lunedì. Può sembrare poco, ma in quel lasso di tempo si affrontano varie tematiche: filosofia, pittura, psicologia, teatro, ed altri argomenti... Mi ha dato tanto in poco tempo, come la possibilità di analizzare me stesso, attraverso il pensiero degli altri, e una socialità sincera che al momento attuale sta scomparendo dietro a false immagini di sé”, spiega Fernando Bianchi (pseudonimo) 

«Dal 2006 a oggi questa esperienza procede condotta da due educatori, con una frequenza settimanale e con una partecipazione mista di uomini e donne dai 35 ai 65 anni inviati dal Sert di Rimini per problemi di tossicodipendenza, abuso di alcol o tabagismo, oppure inviati dai servizi Disabilità adulti: l’importante è la disponibilità a mettersi in gioco», spiega Primo Pellegrini, sociologo ed educatore professionale, coordinatore del laboratorio di scrittura "Prima Pagina".

Fulvio Bartolomei (pseudonimo) è l'ultimo arrivato ed è il fotoreporter del gruppo: “All'inizio non riuscivo ad esprimermi perché non abituato a pensare e non nego che volevo rinunciare a questo compito, ma con il passare degli incontri la cosa mi ha suscitato un certo interesse perché intanto ho conosciuto altri ragazzi e poi perché sentivo che mi faceva bene”. 

«Negli anni cresce l’interesse dei partecipanti a migliorare o acquisire nozioni di storia del cinema o storia dell’arte. Vengono quindi organizzate letture, visioni e discussioni in gruppo di articoli, video, saggi, interviste. Il laboratorio di scrittura, la narrazione e la poesia sono anche un modo per uscire dall’isolamento e della marginalità sociale di chi fa uso da lungo tempo di sostanze. Da qui, nel 2006 nasce l’idea un gruppo educativo, non a carattere psicologico, in cui la regola principale è non parlare di droghe o carcere», commenta Pellegrini.

“L’intenzione era di riempire gli spazi vuoti con qualcosa di positivo, di costruttivo… per mia fortuna così è stato e così è ancora. Per me prendere parte al gruppo significa anche non sguazzare nell’ozio, soprattutto in quello mentale e tenermi vivo, acceso, con l’interesse, la curiosità, la voglia di sapere cose che hanno fatto la nostra storia, cose che ci han portato fin dove siamo adesso, cose che quando le apprendi ti rendi conto che non si può non saperle”, dice Luca Dini (pseudonimo) la sua esperienza a Prima Pagina. 

Ogni anno, insieme ai partecipanti, viene scelto un tema da trattare. La “libertà” è stato il tema 2023. «Il progressivo appropriarsi delle tecniche di scrittura e il miglioramento dell’autostima – individuale e di gruppo – consente poi di trattare ed elaborare tematiche di attualità e cultura, aprendo in tal senso la quotidianità di chi frequenta il laboratorio "Prima Pagina" a prospettive nuove, compresa la partecipazione alla vita culturale della città». Che altro dire? Scrivere fa bene. Lo dimostra la poesia di Claudia.

Poesia per il mio gruppo 
 
Quando mi siedo al tavolo di questo gruppo, 
il rumore dei miei gesti mi invade, 
ed evade una folla fatta di folletti meravigliati da tanta poesia. 
I vostri volti al tavolo spaziano tra: 
verbi, disegni, frasi di storie e fonti storiche, 
ma per tutti noi sono nuove similitudini 
e fantasie straricche di significati. 
Come da tanti spunti si impara a conoscere la conoscenza, 
che come una scienza si avvolge 
fra i nostri dettati gelosi di esser letti. 
Il cuore cresce ed è la risposta giusta alla domanda 
di continui appunti stracciati dalle nostre tesi. 
L’affare comune è solidarietà e amicizia 
di sguardi divisi solo dai nostri nomi 
che ci assomigliano tanto, 
ma che non lasciano mai un dubbio vario 
del nostro scrivere, a volte distratto. 
Termina la lezione, 
e ogni settimana arriva una nuova occasione interessante 
a cui prestare attenzione. 
Grazie a chi ne fa parte, ma una simile amicizia 
ci ruota solo, ed intorno a noi 
ci invade l’autostima. 

Leggi "Il Dinosauro Colto" 2023

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