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A Parma un accordo per gestire le persone con problemi di accumulo

A Parma un accordo per gestire le persone con problemi di accumulo

Il protocollo sperimentale coinvolge Comune, polizia municipale, servizi sociali e Azienda Usl. Tredici nuove segnalazioni nel biennio 2022-2023. Modalità operative simili anche a Bologna e Ravenna

di Michela Trigari

PARMA - Vite sommerse dagli oggetti, fino ad arrivare a essere praticamente sepolti in casa. Appartamenti-discarica da cui fuoriescono spesso odori nauseabondi. C’è chi lo chiama barbonismo domestico, ma in realtà si tratta di disturbo da accumulo. Un problema che comporta rischi di salute o di incolumità per la persona che ne soffre e per il suo vicinato, e che spesso incrina i rapporti amicali e le relazioni familiari. 

Per questo l’Ausl e il Comune di Parma hanno recentemente messo a punto un “Accordo inter-istituzionale per la gestione di persone con problemi di accumulo”. Un protocollo sperimentale che, dietro segnalazione, coinvolge “polizia municipale, servizi sociali, Dipartimento di Sanità Pubblica e Dipartimento di Cure Primarie”, dice Francesco Necchi del Servizio Sociale del Comune di Parma.

“Il disturbo da accumulo rientra nella categoria dei disturbi ossessivi compulsivi”, spiega Raffaella Signifredi, psichiatra del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’Ausl di Parma. “L’accumulo diventa patologico quando compromette lo spazio abitativo e quando disfarsi degli oggetti diventa fonte di stress e di percezione distorta del proprio funzionamento personale. I fattori implicati possono essere genetici, cognitivi e un rapporto particolare con gli oggetti in termini di utilità futura o legame affettivo”.

I numeri non sono altissimi – 13 nuove segnalazioni nel biennio 2022-2023 –, “ma sono comunque indicativi di un problema perché prima le segnalazioni erano molto più sporadiche”, interviene Teresa Elia del settore Igiene Pubblica. “In prevalenza si tratta di uomini, ed è molto difficile che accettino il nostro aiuto”.
Il nuovo accordo sperimentale vuole quindi “mettere in atto una presa in carico il più possibile globale ed efficace di questi cittadini fragili, attraverso una valutazione dei singoli casi e l’attivazione delle varie professionalità coinvolte a partire dal medico di base”, commenta Andrea Zurlini del Dipartimento di Cure Primarie dell’Ausl.

Modalità operative simili, che agiscano sulle problematiche sociali, sanitarie e igienico-ambientali connesse a questo fenomeno, anche a Bologna e Ravenna. A Bologna, poi, è attivo il gruppo di auto muto aiuto per persone con problemi di accumulo compulsivo Tanta Roba!

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